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mercoledì 21 novembre 2012

Una musica può fare


Mi ricordo quando un giorno, dopo l’ennesimo venerdì-di-passione-lacrime-e-sangue, stremata da una notte infinita, mi sono alzata alle 6, ho fatto le pulizie, ho controllato tutti gli aggiornamenti twitter, le mail, sono andata su facebook e volevo scrivere come al solito uno status di fuego per mettere in piazza i miei sentimenti. Mi sono bloccata, ma volevo comunque postare qualcosa e così ho trovato un bel video di Sollima  che suona il suo violoncello. Ci ho messo accanto una frase del tipo: “il cello di Sollima ti squarcia il petto” che tradotto con womentranslator più o meno suona così: non ho chiuso occhio per colpa tua brutto °*°SLSé***°§. Il mio fidanzato mi prenderà in giro a vita per questa cosa, ma è davvero così, e la musica ha accompagnato i momenti più importanti della mia vita.
Il cambiamento è arrivato alla finestra di Rue de Noyer, davanti al cielo plumbeo bruxelloise, assieme a De André che cantava quello che poi sarebbe stato.
I momenti migliori con le mie amiche si possono definire con due aggettivi: tamarri e trash, con qualche tocco orientaleggiante.
La dichiarazione più importante e bella ha ripercorso la storia di Suzanne –vi propongo la mia versione preferita, cantata dalla meravigliosa Joan Baez.  
E tra poco festeggerò per la terza o quarta volta i miei trent’anni con un super concerto all’Alcatraz…
In qualsiasi luogo voi siate: al carroponte ad ascoltare e ‘soffrire’ con Vinicio Capossela che canta e recita sotto un manto stellato; o al Teatro dal Verme, a un Blind Date, ad ascoltare le improvvisazioni di Cesare Picco in un teatro completamente buio –fa una certa impressione, come essere annegati nel mezzo dell’oceano e scendere negli abissi accompagnati dalle note di un pianoforte.
Oppure al Forum di Assago,  dove a settembre, durante il Festival Mito, con soli 5 euro si possono ascoltare dei geni della musica classica.
O ancora alla Scala di Milano, che non è poi così irraggiungibile, nel loggione, dove puoi commuoverti in santa pace mentre ascolti le prove aperte dei concerti milanesi. Provare per credere: c’è tempo fino al 10 febbraio per acquistare un carnet, e se trovate ancora posto in galleria mi troverete con la mia amica ad ascoltare e commentare: “certo che questa musica ti squarcia il petto”.

martedì 9 ottobre 2012

Tra cascine e risaie


Tra cascine e risaie trovi una Milano che non ti aspetti, o che non tutti conoscono.
Tutto comincia dall’iniziativa Cascine aperte e da un sabato in cui hai tanto bisogno di stare all’aria aperta.
Bastano 15 minuti di pedalate per arrivare nel Parco delle Risaie e ritrovarsi immersi nella natura, tra risaie, cascine dismesse o ancora in funzione. E proprio così vicino casa, cioè quel posto circondato da cemento e frenesia, esiste un paesaggio che ti riporta alla mente le immagini bucoliche della “campagna degli zii” e ti dimostra che è possibile affittare un orto immediatamente fuori città: ad esempio partecipando ai bandi che il Comune di Milano pubblica per assegnare uno dei 530 orti comunali (ad oggi purtroppo non c’è niente di aperto), oppure partecipando a iniziative simili, più rapide, portate avanti da privati che mettono a disposizione spazi verdi. 
Di tutte le scoperte e sorprese della giornata, oltre alla signora che fa da guida nella minuscola chiesa di San Marchetto e che ti avverte che in quelle campagne ti trovi ancora nel comune di Milano (!), due rendono bene lo spirito che ci ha accompagnato per tutta la giornata.
La prima: i gentilissimi referenti di Connecting Cultures, associazione impegnata nel progettare e realizzare nuove ecologie urbane: ti raccontano i progetti di sviluppo del Parco Sud e ti provocano con il volantino I milanesi vivono in campagna ma forse non lo sanno.
La seconda: i mercati in cascina a “Km 0”, 9 domeniche per acquistare i prodotti dei gestori delle cascine del Distretto Agricolo Milanese. Da provare assolutamente.
Perciò montate in sella e buona spesa!

Giovanni

lunedì 27 agosto 2012

Milano da fare (a settembre)



Nell’infinita tristezza lavorativa di una Milano un po’ meno deserta nell'ultima settimana di agosto, una sola certezza (oltre al viaggio a Palma de Mallorca) rinfranca un poco l’animo: il prossimo sarà un mese pieno di appuntamenti.
Ecco qua i principali, o meglio, quelli a cui Terrazza Tartini non mancherà di certo. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Se parteciperete anche voi a qualcuno di questi fateci un segnale o fatevi riconoscere!

CINEMA
Continua fino a metà settembre l’appuntamento con il cinema all’aperto in location da favola. Vuoi mettere portare la tua bella a guardare un bel film nel cortile del Castello Sforzesco? Zanzare a parte, il limone è assicurato! Qua il programma completo di Arianteo, e ricordate che al Conservatorio potete anche ascoltare un concerto a tema prima dello spettacolo.

Imperdibile, dal 12 al 23 settembre, il Milano Film Festival organizzato da Esterni. Le persone fanno la differenza recita il pay off e di sicuro sarà così: volontari, film in lingua originale, chiacchiere con i registi, feste, concerti e proiezioni in cinema, parchi, teatri e cascine. Fino al 9 settembre potete acquistare un abbonamento a prezzo ridotto.  

MUSICA
Già mi ero gasata con i concerti gratis, la partecipazione popolare e le foto (da volontaria) al MITO Fringe, l'edizione 2012 di MITO si apre il 5 settembre con un concerto al Teatro Regio di Torino, maestro musiche di Debussy e Ravel. Di tutti gli appuntamenti musicali Terrazza Tartini sarà presente a:
  • 15 settembre, Ben Frost in Stazione Centrale dirige con laptop e mixing desk sei chitarristi e un sestetto di ottoni;
  • 16 settembre, il concertone nazional popolare a 5 euro al Forum di Assago: musiche di Brahms e Musorgskij;
  • 23 settembre, festa finale in Piazza Città di Lombardia, con dj set di...Alessio Bertallot -mamma ragazze ho già le scalmane (se non avete mai sentito parlare Alessio Bertallot sintonizzatevi alle 22.40 su Radio2 oppure scaricatevi qualche podcast di questi e poi ne riparliamo).    
I biglietti si comprano su internet o nella biglietteria in via Dogana 2, ma ci sono anche tanti concerti e incontri gratis!!

CONFERENZE E DIBATTITI
Per chi ha voglia di spostarsi a Lecco il 5 settembre per fare una gita fuori porta e magari rimanerci anche la sera, alle 18.00 c'è il dibattito sulla politica ai tempi di FacebookDa non perdere perché tra i relatori parleranno il celeberrimo Mazzoleni (e chi non ha letto il suo manuale di comunicazione politica?) e perché è organizzato dalla nostra stella Lucilla (cercatela tra l’elenco dei co-autori del blog).

20 settembre, lo IED organizza e ospita TEDx, dal titolo "La creatività è una professione". L'evento è gratis ma a numero chiuso e le iscrizioni partono dal 28 agosto sul sito dell'iniziativa, che è ancora in costruzione. Nel frattempo potete farvi venire un po' di acquolina con gli altri speech di ted.com.  
Tirate fuori le vostre agende, i vostri diari, iPad, calendari, segnatevi tutto e diteci: ne conoscete altri di appuntamenti da non perdere?

mercoledì 4 luglio 2012

Apriamo un Café Belga anche a Milano


Chi segue Terrazza Tartini, ultimamente ha letto più volte questo nome, Café Belga. Cos'è? Qui a Bruxelles è quasi un'istituzione, è sempre aperto: mattina, pomeriggio, sera. Qui trovi la colazione, il brunch, il lunch, l'aperitivo, la merenda, la cena, il dopo cena e il DJ set. Non si fermano mai.
Lo spazio è enorme, sia fuori che dentro. Contraddistinto da sedie azzurro cielo, davanti alla Chiesa di Sainte Croix.
Il venerdi e il sabato sera è pieno di giovani che bevono birra e ballano davanti al DJ, se fa caldo tutti fuori fino a ricoprire metà della piazza, se invece fa freddo tutti dentro, uno schiacciato sull'altro.
Per prendere una birra, ci vuole anche un quarto d'ora. Bancone pieno e 4 camerieri che non si fermano mai. La mattina del sabato e della domenica pieno di famiglie con bambini, giovani, anziani, chi studia, chi legge, chi lavora al computer.
I bimbi che corrono qua e là e il bancone sempre pieno, e tu ad aspettare il tuo turno per ordinare un caffé un po' schifoso da sorseggiare davanti a un libro o chiacchierando con un'amica.
Il Café Belga è una certezza, lo trovi sempre al solito posto, qualsiasi sia il tempo, un buon luogo di ritrovo, puoi iniziare o finire la serata, puoi iniziare o finire la giornata. Non ti abbandona mai, meglio di un amico o di un fidanzato.
Non c'è età, non c'è classe sociale, non ci sono etichette e non ci sono cliché, solo le sedie azzurre di ferro.
Uscita di lì una mattina ho pensato che quando avrò dei figli, vorrei un posto come quello per portarli. Non ci sono quelle mamme isteriche che dicono costantemente "stai fermo, non correre, non macchiare, non urlare!": li i bambini possono fare i bambini e le mamme possono chiacchierar, non so come ma non mi è capitato di vedere scene apocalittiche di marmocchi che rovesciano sedie e buttano per terra bicchieri.
Il Café Belga è la metafora della città: non ci vuole il vestito adatto per andarci, neanche un'età, non un'idea politica particolare.
Domenica scorsa, proprio davanti al bar, hanno montato un piccolo palco. Oltre a dare da mangiare specialità spagnole, alcuni gruppi intrattenevano la gente con un po' di musica. Ho sbirciato ed è stato bello veder ballare non i soliti giovani sballoni, ma mogli e mariti, signore di una certa età, bimbi, vecchietti al centro della pista. E vi assicuro che non era il circolo del liscio.
Ecco perché vorrei un Café Belga a Milano, per imparare a prendersi un po' meno sul serio sapendo che la porta è sempre aperta per tutti. Per chi indossa un tacco 12 e per chi vuole fare colazione dopo aver fatto la spesa al mercato.

martedì 29 maggio 2012

I want to ride my bicycle


Cominciai a usarla a Bruxelles, il giorno dopo il mio 25° compleanno, quando arrivata in metro scoprii che l’abbonamento dei mezzi sarebbe passato da 25 a 40 euro mensili.
Una volta tornata a Milano, dopo un paio di mesi di assestamento, ne trovai una che apparteneva a mia mamma e che diventò subito una compagna inseparabile.
La mia bicicletta.
Piccola, rosa e con i freni mezzi rotti oppure bianca e rossa con il cestino e le ruote sempre un po’ sgonfie.
Andare in giro in bicicletta è un’esperienza senza pari. Salti le code, ti tieni in forma, aiuti l’ambiente, risparmi, trovi sempre parcheggio vicino ai locali del centro e sui navigli, sviluppi un sentimento che è un misto di ammirazione, solidarietà e simpatia per gli altri ciclisti e, soprattutto se abiti a Milano, sviluppi un senso del coraggio e del rischio non indifferente.
Da un po’ di tempo, complici il bel tempo, il costo della benzina oramai alle stelle e spero anche un cambio di mentalità che piano piano si sta diffondendo, le bici stanno popolando sempre più le strade e le rastrelliere cittadine.
Ecco quindi un paio di consigli per ciclisti o aspiranti tali.
Non avete ancora una bici? Cercate nelle cantine di genitori o nonni, oppure andate in qualche negozio che venda bici nuove e usate –se siete in zona Isola vi consiglio Igor bike
, gentili, forniti, bravi e sorridenti. Altrimenti potete anche fare l’abbonamento al BikeMi.
Pronti, partenza, via. Per andare dove? Di percorsi ce ne sono tantissimi, potete fare come uno dei nostri co-autori che è partito da Assago ed è arrivato alla Certosa di Pavia con il percorso ciclabile che costeggia il naviglio
. Volendo potreste girarvi tutta la Lombardia in bici e addirittura tutta l’Italia con la guida della Lonely Planet o le pubblicazioni di Ediciclo editore, interessante è il loro blog Andamento lento, così come interessante è il gruppo su Facebook, Milano in bicicletta? Si può fare!
Dopo tutto questo pedalare, se volete riposarvi e rifocillarvi un poco potete fermarvi in uno dei parchi di Milano
potete prendervi un aperitivo a Le Biciclette, oppure potete montare in sella con il vostro moroso e fare un bell’aperitivo in Terrazza Tartini. Cin.

lunedì 5 marzo 2012

In viaggio sull'82


Qualche mese fa mi hanno rubato la bicicletta davanti all’ufficio per la seconda volta, ho capito il messaggio e ho incominciato ad utilizzare i mezzi. Quindi da qualche mese, prendo l'82. L'autobus che da casa mi porta in stazione centrale.
Uno di quegli autobus "parlanti" che dice viale Genner invece che Jenner.

Lo prendo tra le 8,30 e le 9,00 e ogni mattina è come incontrare un pezzetto di mondo. Lo puoi trovare pieno zeppo, oppure completamente vuoto, non c'è una logica. Spesso è vuoto il primo giorno del mese, quando c'è il cambio dell'abbonamento e salgono i controllori, ma a volte lo trovi vuoto anche alle 9.00
Sull'82 incontri tutte le razze: italiani, nord africani, ragazzi di colore, barboni e ricche signore. C’è proprio tutto.
Capita che ci sia un odore nauseabondo, quello dei ragazzi che vanno a scuola e che sono nell’età dell’adolescenza, un po’ brufolosi, un  po’ sudati. Oppure ti può capitare di stare vicino a una signora tutta profumata, anche troppo; quei profumi che non ti liberi più.
Una mattina ho incontrato una mamma indiana con sua figlia di 10 anni, ripetevano insieme la lezione di inglese, intercalando indiano e italiano. Oppure trovi bambini che parlano in italiano a genitori che invece si ostinano ad usare la loro lingua d’origine. Vicino piazzale Lagosta sale una mamma con due bimbi, un maschio e una femmina, ridono sempre e si fanno gli scherzi.
Un’altra volta sono salite mamma e figlia, correvano per non perderlo, e la piccola salta su piangendo: aveva paura che la mamma non l’aspettasse e salisse sull’autobus da sola. Un altro giorno invece sono saliti una coppia di rumeni con tre gemelli, l’autobus era pieno e i bimbi hanno cominciato a piangere urlando…
Una sera, tornando dal corso di danza, sono salita e c’era una puzza pazzesca, in fondo all’autobus c’era un povero barbone con tutta la sua casa. Là dove c’era lui era tutto vuoto e i passeggeri si accalcavano tutti verso l’entrata. Era divertente guardare le facce di chi saliva, un urto di vomito che ti prendeva la bocca dello stomaco. Io non vedevo l’ora di scendere!
Quando salgo, provo a districarmi nel marasma, cerco di trovare un angolino tutto mio e tiro fuori il libro che sto leggendo, ma spesso mi perdo nei miei pensieri e guardo le persone che mi circondano, sorrido ai bambini e invento delle strane storie sulle persone che vedo. E’ un gioco che mi ha insegnato la mia amica Lucilla: guardi una persona e ci inventi su una storia. E’ divertente, ve lo consiglio!
Sull’82 saltano tutti i pregiudizi: trovi ragazzi di colore che lasciano il posto alle signore attempate, e trovi un uomo puzzolente con una faccia segnata dal lavoro e dalla povertà, parla in una lingua incomprensibile e pensi arrivi da chissà dove, in realtà ti accorgi che è di Napoli o lì vicino.
Io e l’82 ci rincorriamo sempre come due innamorati, anzi lui passa prima di me e io non lo prendo mai in tempo. Sfugge e lo devo aspettare per altri 10 minuti. Ma quando arriva mi si illuminano gli occhi, salgo e mi invento una nuova storia e in pochi minuti sarò a casa.

giovedì 1 marzo 2012

La città timida



Amo Milano. La amo tanto, la amo forte.
La amo così tanto soprattutto nei momenti in cui come un'epifania ti svela il suo vero volto.
Passi tutta la settimana a correre su e giù per le scale della metro, dentro e fuori dai negozi, dagli uffici, dai bar. Poi, ti fermi in Piazza del Duomo, al crepuscolo. I lampioni sono spenti perché tra poco proietteranno sulla facciata della cattedrale giochi di luce e musica.
Gli Indiani lanciano nel cielo dei piccoli volani illuminati (è questa la moda del momento) che rendono l’atmosfera un po’ magica e un po’ surreale.

Alle 8 la piazza è gremita di gente che vocifera. Si sente qualche nota di pianoforte e improvvisamente cala un silenzio bianco e carico di attesa, come nei quadri di Kandinskij.
Dio, quanto sono fortunata. Io appartengo a questa città. Tutti possono appartenerci. Milano non è fredda, non è frigida, Milano è solo timida e anche un poco permalosa. A quelli che la amano svela i suoi segreti, a quelli che vanno in giro in bici di sera tardi davanti al Castello Sforzesco svela la sua magnificenza. A quelli che abitano nei quartieri di periferia e il sabato e la domenica vanno per mercati svela il suo affetto. A quelli che d’estate rimangono in città e passano il tempo libero tra l’Arco della Pace e il tetto del Duomo svela la sua magnificenza e il suo calore. A quelli che si perdono per le vie dell’Isola in cerca di una casa svela la sua multietnicità.
C’è tanto altro di Milano da scoprire, ma lascio farlo a voi, e così l’amerete sempre di più.


E voi l’avete fatto?
Cenare sul tram ATMsofera in giro per la vecchia Milano? Guardare il tramonto dalla Torre Branca? Comprare qualcosa al mercato sui Navigli? Assistere alle prove generali o alla prima di uno spettacolo della Scala? Salire all’ultimo piano del Pirellone? Visitare le merlate e le segrete del Castello Sforzesco? Ammirare lo Sposalizio della Vergine in Brera o l'Ultima Cena in Santa Maria delle Grazie? Fare una partita a calcio sul prato dei giardini di Porta Venezia? Guardare un film all’aperto nella rassegna Arianteo oppure in lingua originale nella rassegna Sound and Motion Pictures?

lunedì 30 gennaio 2012

Ho trovato l'isola che non c'é


Ci sono dei giorni in cui mi piace passeggiare, senza un particolare senso. Girare intorno alle cose e perdersi nei ragionamenti.
C'è un bel quartiere a Milano dove questo si può fare: dove i radical chick, i veri borghesi e la povera gente si incontra tra le viuzze e negozi che sono ancora di un tempo. Dove i palazzi di vetro si mischiano ai ristoranti con i vecchi sapori e ai marocchini che vendono le arance sul camioncino. Si trovano ancora le trattorie frequentate dalle maestranze, ma anche ristoranti dai prezzi folli.
Il sabato mattina c'è uno dei mercati più grandi della città. Si trovano tutte le etnie e i colori del mondo. Non per quello che si vende, ma grazie a chi le vende. I nord africani che urlano "signurinaaaa" e quanto sono buone le verdure vicino ai milanesi che vendono il pesce, i cinesi con i vestiti e le sciure di un tempo che vendono tovaglie e lenzuola.

L'isola che c'è è facile da raggiungere , basta prendere la metro gialla e uscire a zara.


Consigli per l'uso:

Andate al
Frida per un aperitivo; mangiate un gelato o una granita messinese alla gelateria dell'isola; un pranzo da Capre e cavoli o al Stravagario; arrivate fino al tunnel del binario 21 per guardare i nuovi graffiti. Per una cena super Osteria al 9, in via borsieri trovate anche il Blue Note. Se avete bisogno di assistenza alle bici ogni mercoledì e sabato potete chiedere aiuto all' associazione +bici. E infine tra i grattacieli e la polvere trovate il gioiellino della Fondazione Catella. D'estate potete mangiare o leggere un libro nel parchetto e se avete da spendere potete cenare o pranzare al Ratanà.