lunedì 10 dicembre 2012

Avete qualche gadget?


Anche quest'anno Artigiano in fiera ci ha tenuto compagnia per un bel po' di giorni, e anche quest'anno ho timbrato il cartellino dando la disponibilità per lavorare allo stand nel corridoio all'ingresso del padiglione 2. Anche quest'anno mi sono pentita della scelta fatta, tutte le mattine di festa in cui ho dovuto svegliarmi alle 7.30, ma anche quest'anno come sempre sono tornata a casa l'ultima domenica con il sorriso.
Perché in fondo Artigiano in fiera è sempre una grande occasione di conoscere persone nuove, ritrovare gli espositori di sempre, assaggiare tutto il possibile e lasciarsi colpire dai mille colori, suoni e profumi.
Però è anche vero che Artigiano in fiera è anche l'occasione di riscoprire il meglio e il peggio del visitatore medio che non parte per il ponte e quindi...rewind al mio primo giorno di fiera: venerdì 7 dicembre.

Parola d'ordine: gelare. Si perché a nulla è servita la stufetta perfettamente non a norma che ci hanno dato all'ultimo come contentino: la postazione in corridoio, vicino alle porte di entrata e uscita e con zero riscaldamento è una postazione fredda, gelida, non ci vuole un genio a capirlo, cari organizzatori.

Sabato è stato il giorno della Ressa, quella con la R maiuscola. A cominciare dal passante, perché trenord ha previsto un treno che partiva da repubblica alle 9.29 e che arrivava in fiera alle 9.47 e ovviamente millemila persone hanno pensato di essere là per l'apertura, anzi pure un po' prima. Esilaranti le litigate tra chi rimaneva fuori sulla banchina e si incazzava con quelli dentro che non volevano scorrere, e quelli dentro che urlavano a quelli fuori che essendo già piene le scale, i corridoi e tutti gli spazi, dove cacchio potevano spingersi ancora?

E infine domenica, il giorno di chiusura. Il giorno in cui i veri esperti di affari arrivano agguerriti, armati di trolley, zaino, faccia tosta e tanta energia con un solo obiettivo, anzi due: ottenere uno sconto, e accaparrarsi un gadget. Non importa quanto merdoso sia, abbiamo buttato fuori dei righelli con lente di ingrandimento, li tiravano su a 4 alla volta. Come signora? No, i sacchetti li stiamo finendo di preparare non possiamo dargliene intanto uno sennò poi tutti lo vogliono, no signora è inutile che mi insulta ma se non dà alla hostess il tempo materiale di prendere i sacchetti e mettersi in mezzo al corridoio a distribuirli qua non andiamo da nessuna parte.
Non hai più nessuna fiducia nel genere umano (soprattutto dopo aver mangiato ai ristoranti della fiera, dove, per fare un esempio, al pugliese,  ti servivano un quadratino di pizza di patate a 3,50 servita con un piatto di carta e un coperto da 1.50...eh sticazzi), ma poi improvvisamente si avvicina una famiglia e il padre distratto tira su il segnalibro di turno ma la madre avverte: l'ho già preso io e lui lo lascia stare e allora tu pensi: si, forse c'è ancora speranza!

Ma in fondo, è anche per questo che ci piace Artigiano in fiera: per le facce di bronzo che ti chiedono uno sconto anche sulla collanina da 2.50, per i ragazzi che scroccano assaggi a destra e a manca, per i geni del male che arrivano con carrozzine, cani e perfino stampelle, insomma, per il guazzabuglio di colori e abitudini e unicità che è il genere umano.

Quindi iniziamo già a fare la lista di quello che non siamo riusciti a prendere a questo giro ma "l'anno prossimo quando torna la fiera mi devo ricordare di comprare anche quella cosa là!" e auguriamo lunga vita ad Artigiano in fiera. 

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