giovedì 22 agosto 2013

Incredible ļndia


Anche quest'anno le vacanze sono terminate e il mio cuore è rimasto nel paese che mi ha ospitato: l'incredibile India.

Come si atterra ci si immerge in un mondo diverso e assolutamente non paragonabile a nessun altro; il frastuono dei clacson, il caos del traffico formato da auto, moto, biciclette, camion dalla carrozziera dipinta a mano, tuc tuc, greggi di pecore e mucche sacre che girovagano indisturbate, ti inghiotte e ti stordisce.

Ti guardi intorno e vedi miriadi di etnie diverse che si distinguono dall'abbigliamento, dagli ornamenti e dai segni colorati che ne caratterizzano l'aspetto.

Cammini per la strada e ti imbatti ad ogni passo con l'atroce povertà che Madre Teresa fece conoscere al mondo intero, che permane in tutto il suo orrore e che ti tocca nel più profondo del cuore. Situazioni di vita che hanno dell'incredibile: famiglie intere che abitano ai bordi della strada, immerse nella terra quando c'è siccità e nella melma quando il tanto atteso monsone allaga paesi e strade a tal punto da farle diventare dei fiumi.

Rumore e povertà, ma in India vieni travolto anche dalla forza della religione: l'eterna lotta tra il Bene - incarnato dagli dei antropomorfi - e il Male, impersonato dai demoni. 
Nonostante la vita moderna, gli induisti vivono nella morsa del sistema delle caste e dei matrimoni combinati, dove la dote richiesta spesso porta le famiglie a indebitarsi.

Nell'incredibile India le tradizioni secolari non sono state cancellate: così il manager sikh non rinuncerà mai al turbante e alla tradizionale acconciatura di barba e capelli prescritta dalla religione, né la donna politica al suo sari e alla tika rossa in mezzo alla fronte, il docente al segno distintivo della casta o della setta religiosa a cui appartiene. Il medico parsi non smetterà di celebrare le esequie del padre consegnandone il corpo agli avvoltoi nelle Torri del Silenzio.

Meglio non farsi domande, ma guardare la realtà accettando i suoi contrasti con la mente e lo spirito liberi da ogni pregiudizio. Solo allora si potrà amare ed apprezzare questo incredibile paese.

Ernestina

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